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Lettera da un torresino che ricorda Carmelo Imbriani

tortoliC’era un clima frizzante, nel cortile del liceo scientifico, in quegli ultimi giorni d’estate del ’96. Il rincoglionimento generale della nostra generazione per la serie tv Beverly Hills 90210 per fortuna era ormai scemato, portando via con sè quelle orrende camicie in “pile” a quadretti e qualche tipo di pettinatura assai improbabile “alla Dylan”. L’anno scolastico era appena iniziato e alla ricreazione non guardavamo solo le sbarbate appena iscritte in prima o le nostre coetanee quasi baciate alla festa dell’anno precedente: al termine di quei primi giorni di scuola, maschi alla ricerca di una via d’uscita dall’età puberale formavano grossi capannelli e discutevano di squadre, di giocatori, di miliardi. Più ancora che dai numeri fissi e dai nomi sulle maglie introdotti l’anno precedente, il calcio italiano era appena stato stravolto per sempre da una diabolica rivoluzione portata dalla Gazzetta dello Sport: il Fantacalcio.

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