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Un calcio alla violenza

Un calcio alla violenza

volantinoNo alla violenza. Il Napoli Club Aeclanum di Mirabella Eclano ha deciso di scendere in campo per dire basta a questa piaga che affligge gli stadi di tutta Italia da tanto, troppo tempo.

Lo sfottò, la goliardia, le prese in giro sono da sempre il sale del calcio italiano, le basi sane di rivalità sportive radicate nel tempo. Istituzioni ormai da tempo surclassate dall’inasprimento e dall’intolleranza verso l’avversario nel settore ospiti, che da tifoso diventa membro di una fazione avversa, quindi da odiare, combattere e annientare, trasformando una gara sportiva in scontro. Una guerra, capeggiata da fanatici capipopolo pronti a tutto per far valere la supremazia, di fatto scavalcando l’evento sportivo e prendendosi la luce dei riflettori.

Il calcio è emozione, è cuore in gola, ansia pre-partita, è gioia quando si vince, rabbia e dolore quando si perde. Il calcio è sport, quindi insegnamento, è istruzione d’animo, è gruppo, dove il singolo non conta nulla senza i compagni. Il calcio è rifugio dalle strade, dalle cattive compagnie per migliaia e migliaia di ragazzi che senza sport sarebbero pecore ribelli separate dal gregge. Il calcio non è morte. Lo sport non è pericolo di vita, ma mare di passione. Eppure chiavi di lettura di questo tipo vengono tradotte in “morali”, parole incomprensibili per chi la Domenica si reca allo stadio a volto coperto, bastone o coltello alla mano, con la missione di proteggere e difendere la propria città. Niente più di squadra o partita, bensì di scontri tra città: un becero sfogatoio aperto a chiunque, forti del chiassosissimo silenzio istituzionale. Il paradosso ormai divenuto croce ulteriore di questo Paese alla deriva, specchio del declino sociale in cui versa l’Italia di oggi, dove una spranga ha più peso specifico di una sciarpata, di un’esultanza, di un urlo di gioia. Un pianto di dolore per una sconfitta, oggi, viene rimpiazzato da quello di madri che perdono figli in una guerra che di sportivo non ha nulla.

Ebbene, il 27 dicembre dalle ore 12:30 in piazza XXIV Maggio di Mirabella Eclano (AV), avrà luogo “Un calcio alla Violenza”, patrocinato da una delle Associazioni più attive e sensibili all’argomento, “Imbriani non mollare”. Presenzieranno anche i familiari di Ciro Esposito, di fatto ultima vittima di un meccanismo assurdo quanto diabolico, che col calcio e con lo sport ha niente a che fare. Saranno parte attiva dell’evento anche giornalisti sportivi, personaggi famosi che faranno da testimonial e saranno premiati alcuni ex calciatori. Perché non si può morire per una partita di calcio. Perché lo sport è vita. Perché la guerra alla violenza la vinciamo noi.

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